Che cos'è il «lavoro di pari valore»? Una guida pratica per i datori di lavoro
1 agosto 2026
La Direttiva UE sulla trasparenza retributiva richiede la parità di retribuzione per uno stesso lavoro e per un lavoro di pari valore. Questa seconda espressione mette in difficoltà molti datori di lavoro, perché impone di confrontare posizioni che non si somigliano affatto.
Il pari valore riguarda le esigenze della mansione, non il titolo
Due posizioni diverse sono di pari valore quando risultano comparabili dopo la valutazione in base a criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere, indipendentemente dal reparto o dal titolo. Il confronto guarda alle esigenze della mansione, non a chi la svolge o a come è stata retribuita storicamente.
I quattro fattori
Il valore si valuta con quattro fattori: le competenze (conoscenze, qualifiche e capacità, comprese le competenze interpersonali spesso trascurate), l'impegno (richieste fisiche, mentali ed emotive), la responsabilità (per persone, risorse, budget o decisioni) e le condizioni di lavoro (ambiente, orari ed esposizione ai rischi).
Perché è importante per la comunicazione
La comunicazione del divario retributivo e le valutazioni congiunte si effettuano per categoria di lavoratori che svolgono un lavoro uguale o di pari valore. Categorie solide e documentate sono quindi il fondamento di una comunicazione accurata — e la migliore difesa se una differenza retributiva viene contestata.
Per una trattazione più completa, compreso come raggruppare i ruoli, leggete il nostro approfondimento sul lavoro di pari valore.
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